Vorstellungen und Rezensionen

Hier werden einige Konzerte klassischer Musik, sowohl alte als aus romantische, moderne und zeitgenössische Musik, “music d'art”, präsentiert und rezensiert.

Die Beitrage werden von Lehrer*innen der Musikschule veröffentlicht, aber auch die Schüler*innen der Musikschule sind eingeladen, ihre Schriften vorzuschlagen. Die Beiträge sollen Mauro Franceschi, dem Herausgeber der Kolumne, an die folgende Adresse geschickt werden: Mauro.Franceschi@provincia.bz.it.
Die Haydn Stiftung und der Konzertverein Bozen werden den Schüler*innen, deren Beiträge veröffentlicht werden, einige Eintrittskarten anbieten.

Patricia Kopatchinskaja e Fazil Say alla Kursaal di Merano.

Un programma dedicato ai fasti e tramonto dell'impero asburgico con uno strepitoso fuoriprogramma, per un pubblico entusiasta.

Patricia Kopatchinskaja - foto di Marco Borggreve (particolare)
Patricia Kopatchinskaja - foto di Marco Borggreve (particolare)

Patricia Kopatchinskaja e Fazil Say hanno suonato alla Kursaal di Merano, ospiti di “Südtirol Festival Merano. Meran”. Un pubblico numeroso, nel rispetto dei distanziamenti d’obbligo, ha accolto nella bella sala liberty i due rinomati virtuosi.

Patricia Kopatchinskaja è considerata una tra le interpreti più brillanti della scena internazionale, con un repertorio che spazia dal barocco al contemporaneo. Samil Fay è interprete e compositore, a suo agio nel mondo classico come in quello jazzistico.

Alla rassegna meranese hanno proposto tre Sonate per violino e pianoforte, la n.2 in la minore D385 di Franz Schubert, la n.3 in re minore op.108 di Johannes Brahms e quella datata 1914 di Leoš Janácek, lo stesso programma presentato a fine agosto al Mittelfest di Cividale del Friuli.
La Sonata schubertiana data 1816, quella brahmsiana ebbe la sua prima esecuzione nel 1888 a Budapest, quella di Janácek nel 1922 al museo d’arte applicata di Brno (oggi Repubblica Ceca), dopo che l’euforia patriottica dell’autore per l’avanzata dell’esercito russo si era dissipata.

Le tre composizioni possono essere lette come testimonianze dei fasti e del tramonto dell’impero asburgico, della bellezza e della nostalgia della Vienna di fine secolo, delle illusioni e disillusioni della Grande Guerra.
Il patriottismo di Janácek si manifesta musicalmente nelle forme proprie della sonata romantica, in quattro movimenti. Le linee melodiche hanno una forte impronta di matrice popolare russa, con gesti impetuosi e passaggi di struggente lirismo. Strutture della tradizione ed elementi innovatori annunciano un nuovo mondo.

Patricia Kopatchinskaja e Fazil Say con il loro virtuosismo hanno ammaliato gli ascoltatori. Gli applausi calorosi ed insistenti hanno avuto quale risposta l’esecuzione di un fuoriprogramma. Con una strepitosa versione della Suite di Danze rumeno-ungheresi di Bela Bartok gli interpreti hanno portato a compimento la loro performance. La musica di Bartok era il logico approdo al repertorio in programma. Con queste danze il compositore ungherese, anche pianista e etnomusicologo, si distacca dalla tradizione romantica attingendo al folclore della sua terra.

Auspichiamo, in sintonia con il pubblico meranese, di avere l’occasione di ascoltare nuovamente questo eccezionale duo, e di avere il privilegio di conoscere nuova musica attraverso le loro interpretazioni.