Vorstellungen und Rezensionen

Hier werden einige Konzerte klassischer Musik, sowohl alte als aus romantische, moderne und zeitgenössische Musik, “music d'art”, präsentiert und rezensiert.

Die Beitrage werden von Lehrer*innen der Musikschule veröffentlicht, aber auch die Schüler*innen der Musikschule sind eingeladen, ihre Schriften vorzuschlagen. Die Beiträge sollen Mauro Franceschi, dem Herausgeber der Kolumne, an die folgende Adresse geschickt werden: Mauro.Franceschi@provincia.bz.it.
Die Haydn Stiftung und der Konzertverein Bozen werden den Schüler*innen, deren Beiträge veröffentlicht werden, einige Eintrittskarten anbieten.

Note su note - Riflessioni a caldo sul concerto dell’orchestra Haydn di martedì 3 dicembre 2019

di Gianni Galassini

John Axelrod - foto di Stefano Bottesi (particolare)
John Axelrod - foto di Stefano Bottesi (particolare)


Sergej Prokof’ev, Sinfonia n.1in re maggiore op. 25 “Sinfonia classica”
Non avevo mai ascoltato questa sinfonia e poco conosco dell’opera di Prokofiev per cui questa “Classica” è stata una piacevole sorpresa. La musica ha subito catturato la mia attenzione creando una sorta di tensione gioiosa che non mi ha mollato di un nulla, fino alla fine.
La Classica ha un brio ed una vitalità eccezionali perché è spensierata, allegra, giovanile anche se scherza con armonie e stili musicali che ammiccano appunto alla musica classica e si divertono quasi, a prenderla in giro, pur con un rigore ed un rispetto che ci fa capire quanto Prokof’ev sappia muoversi anche in questo ambito, dimostrando così la sua eccezionale padronanza ed una formidabile capacità compositiva. È come se Prokof’ev si fosse voluto divertire vestendosi con parrucche e crinoline dell’epoca settecentesca ma con i modi freschi, l’allegria, la spregiudicatezza e la non convenzionalità del suo tempo. Il risultato è che questa classica è frizzante e godibile dall’inizio alla fine senza che ci sia mai un calo di quella piacevole tensione che ti prende da subito.

Ludwig van Beethoven, Sinfonia n. 4 in si bemolle magg. op. 60
Rispetto al Beethoven perentorio e categorico della Terza e della Quinta, in questa sinfonia si respira un’aria più dolce, con concessioni ad armonie più leggere ed a motivi quasi cantabili che danno un respiro ed una ampiezza che conquista sin dalle prime battute, sempre comunque in un ambito di lucidità e precisione tematica e stilistica tipica di Beethoven. Ho ancora una volta trovato il genio compositivo che in questa sinfonia più che in altre si è lasciato andare a concessioni romantiche, sempre che si possa adoperare questo aggettivo per descrivere la musica beethoveniana. Certo Beethoven è sempre Beethoven e la sua musica ti prende subito, ti afferra allo stomaco e non ti molla un attimo, dall’inizio alla fine, solo che in questa Quarta sinfonia lo fa con più grazia, con una persuasione dolce, con indulgenza quasi compiaciuta senza mai peraltro tradire il suo carattere di fondo, forte, preciso e chiaro. Decisamente geniale, degno figlio dell’Illuminismo.

Arturo Fuentes, Infinito. Concerto doppio per violoncello, pianoforte e orchestra
Discorso a parte per il concerto del contemporaneo Fuentes. Due strumenti meravigliosi, pianoforte e violoncello, con possibilità timbriche infinite si sono sommati e sovrapposti ed hanno creato delle atmosfere dilatate e delle sonorità interessanti, sempre variate, spesso inedite, grazie anche a contorni ed artifizi virtuosistici che presumo di grande difficoltà esecutiva. Non hanno, a mio giudizio avuto il modo ed il coraggio di dialogare tra loro, di aprirsi in un discorso musicale che avesse una continuità espressiva e non si limitasse a dei flash sonori che, per quanto affascinanti, si esaurivano in sé stessi. Quale occasione mancata e che spreco di talento musicale! Oltre a ciò il ritmo costantemente interrotto, quasi spezzato ha creato all’inizio una bella tensione nell’attesa della frase successiva ma a lungo andare ha prodotto una grande difficoltà (almeno da parte mia) nel seguire il filo tematico (sempre che ci fosse), con il risultato di una caduta di tensione, di un allontanamento emotivo e di un distacco che alla fine ha penalizzato le belle emozioni dell’inizio. Tutto ciò può essere ovviamente frutto di una personale immaturità musicale che non mi permette di capire il linguaggio della musica contemporanea e di conseguenza di coglierne la bellezza intrinseca e il messaggio artistico.

dott. Gianni Galassini, medico pediatra
abbonato alla stagione sinfonica dell’orchestra Haydn” e allievo della scuola d’ascolto “Prova ad ascoltare/Invito a concerto”
tenuto dal prof.  Giuliano Tonini