Interviews und Debatten

Diese Kolumne steht für Interviews, zum Anhören von Meinungen und zum Vorschlagen von Debatten von musikalischen Themen zur Verfügung, d.h. zur Didaktik, zur sozialen Rolle der Lehrer, zur Unterstützung der Provinz im Bereich der Musik, zur Volksmusik der Alpenraum, und zu anderen Themen von gemeinsamen Interesse.

Die Beitrage werden von einigen Lehrern der Musikschule veröffentlicht, aber auch die Schüler der Musikschule sind eingeladen, ihre Schriften verzuschlagen. Die Beitrage sollen an Mauro Franceschi, der Herausgeber der Kolumne, an folgende Adresse geschickt werden: Mauro.Franceschi@provincia.bz.it

Le sinfonie di Beethoven

Prime storiche a Bolzano: recensioni di altri tempi. Nel 2020 ricorre il 250° della nascita di Ludwig van Beethoven e la stagione sinfonica dell’orchestra Haydn dedica giustamente a questo gigante della musica europea una particolare attenzione riproponendo alcuni numeri chiave del suo catalogo.

Locandina - Museo civico di Bolzano
Locandina - Museo civico di Bolzano

Quando andiamo a concerto, prima di prendere posto in sala ritiriamo all’ingresso le note al programma che poi sfogliamo più o meno frettolosamente, in attesa che il concerto cominci, alla ricerca di informazioni sugli interpreti e sulle musiche in programma. Forse qualche volta ci siamo anche chiesti quando una composizione importante è stata eseguita la prima volta nella storia delle nostre istituzioni concertistiche. Per rispondere a queste legittime curiosità ci metteremo sulle tracce della fortuna di un determinato brano andando a rileggere le recensioni concertistiche d’altri tempi, una preziosa fonte per ricostruire una pagina della cultura musicale locale da cui emergono gusti, comportamenti, aperture e chiusure alla musica dei grandi compositori europei dell’Ottocento e del Novecento.

Nel 2020 ricorre il 250° della nascita di Ludwig van Beethoven e la stagione sinfonica dell’orchestra Haydn dedica giustamente a questo gigante della musica europea una particolare attenzione riproponendo alcuni numeri chiave del suo catalogo fra i quali alcune delle sue sinfonie a cominciare dalla sua Quarta Sinfonia in si bemolle maggiore op. 60 nel programma del quinto concerto in cartellone, martedì 3 dicembre 2019 diretto da John Axelrod. Nel corso della stagione avremo poi modo di ascoltare anche l’Ottava Sinfonia op. 93, la Seconda Sinfonia op. 36, la Sesta Sinfonia op. 68 “Pastorale” oltre al Concerto per violino e orchestra op. 61.

La "prima" bolzanina della Quarta Sinfonia aprì il programma del concerto inaugurale della XXII stagione concertistica del Musikverein che ebbe luogo venerdì 10 novembre 1876 nella sala Superiore del Palazzo Mercantile con inizio alle ore 7 di sera. Sul podio il Kapellmeister nonché Konzertmeister dell’orchestra del Musikverein, il violinista e compositore Joseph Anzoletti (Bolzano 1823-1892), nelle fila dell’orchestra i musicisti della cappella musicale del Duomo, strumentisti dilettanti e alcuni dei migliori allievi dei corsi strumentali della Scuola civica di musica. Il Musikverein, antesignano dell’odierna Società dei Concerti / Konzertverein, era stato fondato nel 1855 in un momento di grande ascesa e affermazione della borghesia commerciale e finanziaria della città e di rilancio dell’importanza regionale di Bolzano, con lo scopo di riportare la musica al centro della vita sociale della città, diffondendone la conoscenza e promuovendo l’educazione e l’istruzione musicale con l’istituzione di una scuola civica di musica.

Così il critico musicale sulle colonne del quotidiano locale Bozner Zeitung di sabato 11 novembre 1876: "Il Musikverein coltiva con amore le immortali sinfonie di Beethoven e anche ieri ha aperto il concerto con la bellissima Quarta Sinfonia."1

In effetti la fortuna delle Sinfonie di Beethoven era cominciata già all’inizio della terza stagione concertistica del Musikverein con l’esecuzione il 12 dicembre 1857 con inizio alle ore 19.00, nella sala superiore del Palazzo Mercantile, della Prima Sinfonia op. 21 di Beethoven: "la più antica di quelle nove sinfonie, che sono le pietre più belle del diadema di questo re dell'arte musicale. La sinfonia è il banco di prova dell'orchestra e, lo riconosciamo con gioia, la prova è stata superata. Potenza e delicatezza, frizzante humor e intima espressione, tutto è stato reso adeguatamente e al corretto disegno non è mancato neppure il giusto colore."2

Alla "prima” esecuzione della Prima Sinfonia seguirono negli anni successi le "prime" della Seconda Sinfonia op. 36 il 7 aprile 1859 alle ore 19.00 nel Teatro "zur Kaiserkrone" di piazza della Mostra: "La Sinfonia in re maggiore di L. v. Beethoven è stata eseguita nella prima parte; i suoi quattro movimenti sono stati eseguiti con precisione in un autentico spirito classico esercitando su tutti gli ascoltatori un'impressione travolgente. Il pubblico, che al termine di ogni singolo movimento ha applaudito con vivacità, al termine dell’esecuzione ha onorato il signor direttore [Josef] Lutz con meritate chiamate sul podio. Questa produzione ci ha fornito ancora una volta la prova convincente che la nostra nobile musica classica fa breccia dappertutto e sortisce un effetto potente anche su persone non istruite musicalmente, laddove viene eseguita in modo perfetto."3

La prima della Settima Sinfonia op. 92 ebbe luogo il 23 novembre 1859 alle ore 18.30  nel Teatro "zur Kaiserkrone": "È noto che l'Andante della Sinfonia in la maggiore, insieme al temporale della Sinfonia Pastorale e al Finale del Quinto in do minore, è una delle creazioni di maggior successo del grande maestro tedesco. [...] L’esecuzione non ha risparmiato alcuna cura e impegno nel rendere giustizia al grande compositore, abbiamo percepito ancora una volta l'infaticabile lavoro del nostro bravo direttore [Josef] Lutz, al quale dobbiamo tanti ringraziamenti per aver fatto ravvivato la sensibilità verso musica tedesca; lo scherzo è stato indubbiamente il movimento meglio riuscito."4  

La Quinta Sinfonia op. 67 fu eseguita la prima volta il 26 febbraio 1863 alle ore 19.00 nel Teatro "zur Kaiserkrone": "La Sinfonia in do minore di Louis van Beethoven è stata eseguita per la prima volta a Bolzano. - Con piena dedizione, senza risparmiare tempo e fatica, senza paura delle grandi difficoltà, i nostri bravi musicisti, confidando nella comprovata e capace direzione di [Matthäus] Nagiller, si sono gettati in questa difficile impresa. […] Gli scroscianti applausi dopo il secondo e il terzo movimento hanno dato prova di quanto sia stata forte l‘impressione sul pubblico. […]  La nostra orchestra può essere giustamente orgogliosa della sua esecuzione."5

La prima bolzanina della Sesta Sinfonia "Pastorale" op 68 ebbe luogo il 4 maggio 1865 alle ore 19.00 nel Teatro "zur Kaiserkrone": "è stato possibile eseguire questa Sinfonia grazie alla collaborazione di alcuni signori della locale cappella militare, in particolare grazie alla fortuita presenza di due eccellenti artisti, i signori Hummel e Hartmann; il primo è conosciuto anche qui da noi come esperto fagottista che ha lavorato per parecchi anni a Innsbruck; il signor Hartmann di Monaco di Baviera, allievo di Bärmann, si è guadagnato fama di eccellente clarinettista nel corso delle sue tournee in Germania e in Svizzera e dei tanti concerti in importanti centri sia in patria che all'estero."6 "[...] il pubblico, che ha ascoltato con entusiasmo, ha mostrato alla fine di ogni movimento la propria soddisfazione con vere e proprie raffiche di applausi, tanto più meritati se si tengono presenti le grandi difficoltà esecutive di questa magnifica composizione [...] la sua completa riuscita è stato un evento musicale che ha fatto onore alla città di Bolzano."7

L’integrale delle Sinfonie proseguì con l’Ottava Sinfonia op. 93 in apertura del concerto inaugurale della XXVII stagione il 23 novembre 1881 alle ore 19.00 nella Gesellenhaussaale di via Cappuccini, direttore il nuovo Kapellmeister del Musikverein, il pianista Fridrich Rietz: "Siamo lieti di riconoscere che i Filarmonici musicisti volontari della nostra città dominano costantemente il proprio sentimento musicale, hanno un buon orecchio musicale e dimostrano buona volontà nel superare le calamità tecniche, ma ciò nonostante il direttore ha un compito che non va assolutamente sottovalutato, quello di compaginare il materiale artistico."8

La Terza  Sinfonia op. 55 "Eroica" ebbe la sua "prima",  diretta dall’allora direttore dell‘orchestra Johann Zipperle, il 2 novembre 1887 in apertura del concerto inaugurale della XXXIII stagione nella grande Sala Civica in Viehmarktplatz (oggi piazza Verdi) il nuovo auditorium della città inaugurato nel gennaio del 1886: "Il concerto, con la riuscita esecuzione della Terza Sinfonia (Eroica) di Beethoven, questo gigantesco affresco sonoro, ha registrato un enorme progresso dell'orchestra, rinforzata l’altra sera dalla Grieser Kurkapelle.“ […]  L'Adagio (Marcia funebre) è sembrato il movimento meno riuscito in quanto si sono notate alcune incertezze e soprattutto una disparità nella ripartizione quantitativa degli accenti espressivi."9

L’integrale delle Sinfonie di Beethoven culminò con la "prima" della Nona Sinfonia op. 125 il 16 aprile 1905 alle ore 20.00 nella grande Sala Civica momento clou del giubileo del Musikverein che festeggiava i suoi 50 anni di attività. Sul podio l’ultimo Kapellmeister del Musikverein prima dello scoppio del primo conflitto mondiale, il pianista e compositore moravo Adolf Peter. Erano state ingaggiate le voci soliste del soprano Gertrud Weishaupt di Monaco, del contralto Georgine Fischer di Merano, del baritono Friedrich Haag di Monaco e del tenore Carl Deluggi di Bolzano. Il coro riuniva il coro misto del Musikverein, il Männergesangverein (coro maschile), il Deutscher Volksliedverein, la Vereinskapelle e numerosi musicisti della città. "Haag di Monaco di Baviera, che dispone di una voce che risulterebbe insufficiente anche in una sala più piccola della nostra Sala Civica, quando attaccò nella quarta parte della "Nona" il solo con le parole: "O Freunde, nicht diese Töne, laßt uns angenehmere hören" probabilmente tutto il pubblico era della sua stessa opinione. [...] dato il numero un po' troppo esiguo dei tenori e dei bassi, forse sarebbe stato meglio limitare quello dei bambini [...].  Il signor Deluggi è stato del tutto all’altezza del suo compito, e la signora Fischer dovrebbe avere la bontà di collaborare nuovamente. Invece si potrà fare a meno dei "cari" ospiti di Monaco di Baviera. Per quanto riguarda la parte di soprano, crediamo che la signorina Bertha Wachtler [soprano bolzanina] l’avrebbe interpretata meglio della signora Weishaupt, e nella parte del basso il prof. Heinz avrebbe messo in ombra il signor Haag."10

Ma riprendiamo il filo della fortuna della Quarta Sinfonia nelle stagioni concertistiche bolzanine otto-novecentesche. La Quarta Sinfonia fu riproposta venerdì 5 febbraio 1886 con inizio alle 7 di sera in apertura del secondo concerto della XXXI stagione del Musikverein, nell’Auditorium della Sala Civica inaugurata giusto all’inizio di gennaio del 1886: "la nuova sede dell'associazione, appositamente eretta per essa e concessa a titolo gratuito per i concerti dalla riconoscente munificenza della città. Un segno di simpatia di cui il Musikverein deve essere contento, il pubblico eccezionalmente numeroso."11 Interessante l’annotazione del critico dalle colonne della Bozner Zeitung, da cui emerge la sua presa di distanza dal soggettivismo critico dello storico della musica August Wilhelm Ambros e le sue implicite simpatie verso le teorie estetiche del musicologo Eduard Hanslick:"Il noto musicografo August Wilhelm Ambros loda il fatto che nella sinfonia, vero e proprio poema musicale, i movimenti si uniscono e si fondono come anelli di una catena d'oro. A suo parere, il coro dei fantasmi del "Faust" si adatta all'Introduzione e all'Allegro [...] Così Ambros! Non abbiamo alcuna simpatia verso le interpretazioni letterarie, che di solito sono il frutto di uno stato d'animo soggettivo, ma una cosa è certa: il pubblico che si intende di arte ha tratto il massimo piacere dalla riuscita esecuzione di questa sinfonia, diretta da Josef Armin Töpfer [l’allora Kapellmeister del Musikverein]."12

La Quarta Sinfonia aprì il programma del concerto inaugurale della XXXVIII stagione del Musikverein, mercoledì 16 novembre 1892 alle ore 7 di sera nella Sala Civica, sul podio il Kapellmeister del Musikverein Johann Zipperle. "In apertura abbiamo ascoltato la magnifica Sinfonia n. 4 in si bemolle di Beethoven. Anche se gran parte della musica di questo maestro in quanto a forma e contenuto appartiene ad un tempo che ci sembra ormai superato, in tutto ciò che Beethoven ha creato vive uno spirito che è apparentato al nostro e che ci afferra, ci scuote e ci accende nel nostro essere interiore più profondo. […] avremmo voluto però che la Sinfonia di Beethoven fosse collocata al centro del programma, poiché l'esperienza ha dimostrato che il necessario raccoglimento richiesto da una musica come quella di Beethoven è di rado presente all'inizio del concerto e l’interesse cresce di intensità verso la metà per poi scemare."13

La Quarta Sinfonia chiuse invece il concerto inaugurale della LV stagione concertistica del Musikverein, martedì 9 novembre 1909 nel Bürgersaal: "Questa grande composizione è stata ottimamente studiata ed eseguita. Ogni singolo movimento è stato seguito da un prolungato applauso, che ha raggiunto il suo culmine alla fine."14

Il Musikverein cessò la propria attività a fine ottobre 1928 quando il maestro Mario Mascagni (San Miniato, Pisa 1882 – Bolzano 1948), nominato nell‘agosto del 1927 direttore del neonato Civico Liceo Musicale "Gioachino Rossini" che rilevava la precedente scuola di musica gestita fino al 1855 dal Musikverein, subentrò a Oswald Gasteiger (1886-1943) rinnovando il consiglio direttivo del Musikverein che da allora si chiamò Società Filarmonica e dal 1933 Amici della musica. Nel 1942 Mario Mascagni fondò la Società dei Concerti, autonomo ente concertistico "che in maniera organica e continuativa coltivasse il succedersi delle serate a carattere musicale, che tanta parte hanno nella formazione culturale di una cittadinanza." 

La seconda stagione concertistica 1942/43 della Società dei concerti ospitò un ciclo di quattro concerti sinfonici che ebbero luogo, fra la fine di aprile e l’inizio di maggio, nella sala del Palazzo del Turismo costruito fra il 1938 e il 1940 su progetto dell’architetto Armando Ronca nel punto in cui Via Virgilio, allargandosi quasi a formare una piazza, sfocia nella nuova monumentale Via IX Maggio, oggi Corso della Libertà (l'edificio ospitava l'ammi¬nistrazione dell'Azienda di Soggiorno e di altri enti turistici, una grande sala per concerti e due locali più piccoli per altro tipo di eventi e nel secondo dopoguerra fu adibito a sala cinematografica denominata cinema "Corso" demolito nel 1986). A dirigere l’orchestra, formata da elementi del Conservatorio bolzanino e dell’orchestra La Fenice di Venezia, si alternarono le bacchet¬te di Roberto Lupi, Emilio Salza, Carlo Zecchi e Antonino Votto. Nel concerto sinfonico del 2 maggio 1943 la Quarta Sinfonia di Beethoven era posta in apertura della serata: "la Quarta Sinfonia di Beethoven che costituiva il «pezzo forte» del programma, si svolse infatti nell' atmosfera di freschezza e di candore che tanto le si conviene: è la sinfonia che forse più si avvicina al quieto e spesso contemplativo temperamento del Salza [Emilio], il direttore d’orchestra. La concertazione risentiva di una condotta scrupolosa, senza che il dettaglio vivesse a scapito della linea, sì che la partitura venne offerta in quella scarna vigorosità ritmica e quel trepido canto così lontano da ogni richiamo sen¬suale, che fanno di questa pagina beethoveniana un capolavoro di trasparente purezza. […] Così il critico musicale "gubar", Guglielmo Barblan, dalle colonne del quotidiano La Provincia di Bolzano in data 4 maggio 1943. Barblan, nome importante della musicologia italiana del secondo dopoguerra, era allora docente di storia della musica al Conservatorio e sarebbe poi diventato docente di storia della musica all’Università Statale di Milano e primo direttore della Società Italiana di Musicologia.

La nostra ricognizione nella fortuna esecutiva della Quarta Sinfonia di Beethoven ha un ultimo importante capitolo nel programma del concerto tenuto dall’orchestra Haydn il 13 dicembre 1960 al Conservatorio "Monteverdi": la Quarta Sinfonia venne eseguita dopo il Recitativo dal Concerto in fa del compositore trentino settecentesco F. A. Bonporti (solista Giannino Carpi, spalla dell’orchestra) e fu seguita dall’Idillio di Sigfrido di R. Wagner e dalla suite dell’Amore stregone di Manuel De Falla. L’orchestra regionale stava muovendo i suoi primi passi e si presentava ai pubblici di Bolzano e Trento nella prima delle sue stagioni sinfoniche che era cominciata il 2 novembre. Sul podio il maestro Antonio Pedrotti, primo direttore stabile dell’orchestra Haydn.

Piccola classifica delle Sinfonie di Beethoven per numero di repliche nell’arco temporale dalla fondazione del Musikverein (1855) alla fondazione dell’orchestra Haydn (1960): Seconda Sinfonia 12 repliche; Prima Sinfonia 9 repliche; Settima Sinfonia 7 repliche; Quinta e Sesta Sinfonia 6 repliche ciascuna; Quarta Sinfonia 5 repliche; Terza Sinfonia e Ottava Sinfonia 4 repliche ciascuna; Nona Sinfonia 2 repliche.

Ma la fortuna di Beethoven nella cultura musicale cittadina prese piede ancora verso la fine del Settecento quando l’astro di Beethoven si stava imponendo nelle istituzioni musicali tedesche ed europee. Nel fondo Toggenburg, una delle più importanti raccolte di manoscritti e stampe musicali dell’Alto Adige, sono conservate infatti un gruppo di importanti stampe musicali beethoveniane. Il Palazzo, dove era conservate il fondo musicale fino alla sua recente traslazione nell’Archivio provinciale, era passato in proprietà dei von Menz nel 1806, una delle famiglie più in vista della ricca borghesia commerciale cittadina. Maria Anna (Annette) von Menz (1796-1869) vi trasferì il cospicuo fondo musicale assemblato dal padre, il mecenate Anton Melchior von Menz (oltre un migliaio di musiche manoscritte e a stampa di ogni genere sia vocale che strumentale: opere liriche, musica sacra, musica orchestrale e da camera) ereditandone anche la passione e il gusto per la musica. Annette, fine intenditrice di musica che suonava molto bene il pianoforte e la chitarra, ampliò la raccolta musicale paterna e fece del bellissimo salone del palazzo uno dei più raffinati salotti musicali ottocenteschi della città.
La figlia primogenita Adelaide, sposata a Georg Otto von Toggenburg, ereditò, insieme alla passione musicale della madre, anche la raccolta di musiche ed il palazzo dove si trovava fin dagli inizi del XIX secolo. E non a caso la stampa musicale beethoveniana più antica rintracciabile nel fondo Toggenburg è proprio quella del Lied Adelaide per voce e pianoforte su testo di Friedrich von Matthisson op. 47, copia della prima stampa del 1797 dell’editore viennese Artaria. Due le stampe di sinfonie beethoveniane presenti nel fondo: quella della Sesta e quella della Settima Sinfonia. La Sesta Sinfonia è conservata in due diverse riduzioni: Sinfonia Pastorale […] arrangée pour le Piano¬forte et Violon  (ou Flûte) edita da A. Kühnel a Lipsia nel 1809. Sul frontespizio compare la scritta che ne attesta la proprietà: Mademoiselle Nannette Menz; Sixième Sinfonie (Sinfonie Pastorale) […] arrangée pour le  Piano-Forte à quatre mains par F. Mockwitz, pubblicata a Lipsia da Breitkpof & Härtel. Sul frontespizio: Marie Sarnthein, la nostra Annette che il 13 aprile 1819 era andata in sposa al conte Ludwig von Sarnthein. Il fondo Toggenburg conserva anche la riduzione per canto e pianoforte dell’opera Fidelio stampata da Artaria a Vienna nel 1814 in vista della ripresa dell’opera che era stata ritirata dalle scene dopo la sua prima nel 1805: nell’amor coniugale che spinge Leonora, sotto le false spoglie maschile di Fidelio, a liberare il marito Florestano ingiustamente detenuto nelle segrete dal cinico Don Pizzarro, non poteva non  identificarsi la nostra Annette che era stata al centro suo malgrado di una complessa vicenda. Su di lei aveva infatti messo gli occhi un colonnello francese, il quale, mentendo sulla sua età e sulla sua onestà morale aveva chiesto in sposa Annette non perché l’amasse veramente ma solo per mettere le mani sull’ingente patrimonio di Annette. Ma le mire del colonnello furono smascherate e così Annette mantenne il suo patrimonio e sposare di lì a qualche anno il conte Ludwig von Sarnthein.
Legate all’attività cameristica che si svolgeva nel Salone del palazzo la presenza delle stampe musicali del Quartetto per archi op. 74 (Vienna, Artaria 1810-1811), di una riduzione per pianoforte, clarinetto (o violino) e violoncello del Settimino op. 20 (Vienna, Magazin de J. Riedl, 1805), delle tre Sonate per violino e pianoforte op. 30 (Vienna, Bureau d’Arts et d’Industrie, 1803) e di alcune composizioni a due e a quattro mani, fra le quali copia della prima stampa delle Bagatelle op. 33 (Vienna, Bureau d’Arts et d’Industrie, 1803) e il Thema favorit avec Variations pour le Piano-Forte à 4 Mains tiré d’un Quatuor Œuvre 18 edito a Vienna da P. Cappi.

Giuliano Tonini

Note al testo

1 "Der Musikverein pflegt mit Liebe Beethovens unsterbliche Symphonien und leitete auch die gestrige Production mit der hübsch ausgeführten Symphonie IV ein."
2  "Die älteste von jenen Neunen, die im Diademe dieses Königs der Tonkunst als die schönsten Steine prangen. Die Symphonie ist der Probierstein des Orchesters, und, wir erkennen es mit Freuden an, dasselbe hat die Probe erhalten. Kraft und Zartheit, sprudelnder Humor und tiefe Innigkeit – Jedes kam zu seinem Rechten; der korrekten Zeichnung fehlte auch die Farbe nicht." Bozner Zeitung, sabato 19 dicembre 1857.
3  "Als erste Abtheilung wurde die Symphonie in D-dur von L. v. Beethoven vorgetragen; die 4 Sätze derselben wurden mit Präcision in ächt klassischem Geiste ausgeführt und machten auf sämmtliche Zuhörer einen überwältigenden Eindruck. Das Publikum, bei jedem einzelnen Satze zu lebhaftem Beifalle hingerissen, beehrte Herrn Kapellmeister Lutz am Ende mit verdienten Hervorrufen. Diese Production lieferte uns abermals den schlagenden Beweis, dass unsere edle klassische Musik sich überall Bahn brechen und selbst auf nicht musikalisch Gebildete eine mächtige Wirkung machen muss, wo sie in vollendeter Weise zur Aufführung kommt.“ Bozner Zeitung, p. 189 mer 13.4.1859, n. 30
4 „Bekanntlich gehört das Andante der A-dur Symphonie neben dem Gewitter der Pastoralsymphonie und dem Finale der Fünften in C-moll zu den gelungensten Schöpfungen des grossen deutschen Meisters. […] Fleiss und Bemühen dem grossen Tondichter gerecht zu werden liest die Aufführung nicht verkennen, wir gewahrten auch hier wieder das unermüdliche Wirken unsers braven Direktors Lutz, dem wir für die Belebung des Sinnes für deutsche Musik so vielen Dank schulden; das Scherzo war unstreitig am besten aufgefasst.“ Bozner Zeitung, sab 26.11.1859, n. 95.
5 "Das Erstmal wurde in Bozen Louis van Beethoven’s C-moll Symphonie zur Aufführung gebracht. – mit voller Hingebung für die Sache, keine Zeit und Mühe scheuend, nicht vor der grossen Schwierigkeit zurückschreckend, machten unsere braven Musiker im Vertrauen auf [Matthäus] Nagillers bewährte und tüchtige Leitung sich an die schwere Aufgabe. […]  Denn der rauschende Beifall nach dem 2. und 3. Satze bewies, -welcher Eindruck auf das Publikum hervorgebracht worden. […]  Unser Orchester mag auf seine Leistung mit Recht stolz sein."  Bozner Zeitung, sabato 28 febbraio 1863.
6 "Die Möglichkeit der Aufführung dieses Werkes verdanken wir nächst der Mitwirkung mehrerer Herren von der hiesigen Militärkapelle vorzüglich der zufälligen Anwesenheit zweier ausgezeichneter Künstler, der Herren Hummel und Hartmann; ersterer ist als tüchtiger Fagottist durch sein mehrjähriges Wirken in Innsbruck auch bei uns schon rühmlichst bekannt; Herr Hartmann aus München, ein Schüler Bärmanns, hat sich als Clarinettist in verschiedenen Kunstreisen in Deutschland und der Schweiz durch seine Leistungen in namhaften Städten des In- und Auslandes als hervorragender Künstler einen sehr guten Namen gemacht." Bozner Zeitung, mercoledì 3 maggio 1865.
7 "Das gespannt lauschende Publikum gab am Ende jeden Theiles seine Befriedigung durch einen wahren Beifallsturm zu erkennen, der um so mehr verdient war, wenn man die großen Schwierigkeiten des herrlichen Werkes erwägt […] ihr vollständiges Gelingen ist für Bozen ein ehrenvolles musikalisches Ereigniß." Bozner Zeitung, sabato 6 maggio 1865.
8 "Gerne geben wir zu, daß die freiwilligen Philharmoniker unserer Stadt durchgehends über seines musikalisches Gefühl gebieten, gut musikalisch hören und den besten Willen zur Ueberwindung der technischen Calamitäten mit sich bringen, dessen ungeachtet hat der Dirigent eine keineswegs zu unterschätzende Aufgabe, das künstlerische Material sich Gefüge zu machen." Bozner Zeitung, venerdì 25 novembre 1881.
9 “Das Konzert markirte mit der gelungenen Vorführung der 3. Symphonie (Eroica) von Beethoven, diesem gewaltigen Tongemälde, einen ungeheueren Fortschritt des Orchesters, das vorgestern in einer enormen Stärkezahl erschien [durch die Grieser Kurkapelle]. […] Minder durchgearbeitet schien uns das Adagio (Marcia funebre), in welchen sich einige Unsicherheiten und vor Allem eine quantitative Ungleichheit in der Vertheiligung des Akzentes bemerkbar machten.“ Bozner Zeitung, venerdì 4 novembre 1887.
10 "Herr Haag aus München, dessen Stimme auch für einen kleineren Saal als unseren Bürgersaal nicht ausgereicht hätte. Als er im vierten Teile des "Neunten" die Solis mit den Worten: "O Freunde, nicht diese Töne, laßt uns angenehmere hören" begann, da waren wohl alle musikalischen Zuhörer mit ihm der gleichen Meinung. […] wäre angesichts der etwas zu geringen Zahl der Tenor= und Baßstimmen vielleicht zu empfehlen, die Kinderstimmen […] etwas zu einzuschränken.  Herr Deluggi ist ja seine Aufgabe vollkommen gewachsen und auch Frau Fischer dürfte wohl wieder die Freundlichkeit haben, mitzuwirken. Dagegen wird man aber auf die „teure“ Gäste aus München ruhig verzichten können. Bezüglich der Sopranpartie glauben wir, daß Fräulein Bertha Wachtler dieselbe fast besser zur Geltung bringen wird, als Frau Weishaupt und für die Baßpartie haben wir in Herrn Prof. Heinz einen Vertreter, welcher Herrn Haag weit in den Schatten stellen wird. Bozner Zeitung, mercoledì 19 aprile 1905.
11 "Das zweite diesjährige Vereins-Konzert fand gestern Abends im Bürgersaale, im neuen Heim des Vereins statt, welches ihm durch unentgeltliche Einräumung des Saales zu den Konzerten mit dankeswerteher Munificenz der Stadtrepräsentanz geschaffen wurde. Ein Beweis der Sympathien, deren sich der Musikverein zu erfreuen hat, war der außerordentlich zahlreiche Besuch." Bozner Zeitung, sabato 6 febbraio 1886.
12 "Der bekannte Musikschriftsteller August Wilhelm Ambros rühmt, daß sich in der Symphonie, diesem wahrhafte Tongedichte, die Sätze wie Glieder einer goldenen Kette an und in einander schließen. Nach seiner Ansicht möchte auf die Einleitung und das Allegro der Geisterchor aus "Faust" passen […] So Ambros! Wir sind keine Freunde der Auslegungen, die meist Folge der subjektiven Stimmung sind, aber das ist sicher, daß das kunstverständige Publikum aus dem sehr gelungenen Vortrag dieser Symphonie (dirigiert vom Herrn Vereins-Kapellmeister J. A. Töpfer) den vollsten Genuß hatte." Bozner Zeitung, sabato 6 febbraio 1886.
13 "Gleich an erster Stelle bekamen wir Beethovens herrliche Symphonie Nr. 4 in B zu hören. Wenngleich auch bei diesem Meister vieles in Form und Inhalt einer uns bereits überwunden scheinenden Zeit angehört, so lebt doch in allem, was Beethoven geschaffen, ein Geist, der dem unsern verwandt ist und uns in unserem tiefsten Innern erfaßt, aufrüttelt und entzündet. Gerade aus diesem Grunde hätten wir gewünscht, daß Beethoven‘s Symphonie in die Mitte des Programmes gerückt worden wäre, da erfahrungsgemäß anfangs selten die nöthige Sammlung für eine Musik wie die B.s vorhanden ist und die Intensität des Interesses gegen die Mitte eines Konzertes zu und dann abnimmt." Bozner Zeitung, sabato 19 novembre 1892.
14 "Auch dieses große Werk war vorzüglich einstudiert und wurde ebenso zur Aufführung gebracht. Nach jedem einzelnen Satze folget reicher anhaltender Beifall, welcher beim Schlusse seinen Höhepunkt erreichte." Bozner Zeitung mercoledì 10 novembre 1909.